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CRISTIANESIMO, WICCA, STREGHERIA, VECCHIA RELIGIONE:
LE COMUNI ORIGINI!
Quando si parla di tradizioni cristiane, o di tradizioni delle vecchie religioni specialmente in ambito anglo-sassone si parla di un corpo di regole e comportamenti che altro non sono che la manifestazione di elementi propri della superstizione popolare. La superstizione popolare nasce dalla paura dell'individuo di affrontare la realtà che lo circonda e l'attribuzione, da parte dell'individuo, delle sue difficoltà a fattori a lui estranei, ma manifesti negli oggetti del mondo.
La non conoscenza dei meccanismi della vita uniti ad un'apprensione per il futuro che si manifesta nell'impossibilità di poterlo padroneggiare per le condizione culturali vissute fanno emergere la necessità psichica di un ancoraggio rispetto ad attori esterni dei quali si immagina l'onnipotenza, l'onniscienza e la possibilità di operare per proprio conto.
L'individuo che vive una condizione sociale di miseria immagina un collegamento con un onnipotente che vede e provvede alla sua condizione.
E' ben descritta questa condizione psichica dalla quale nasce la superstizione nei Vangeli ufficiali quando si parla del Fariseo e il peccatore. Entrambi vanno al tempio e mentre il Fariseo è orgoglioso della propria autodisciplina e della propria adesione alla legge il peccatore si mostra disperato e il Dio padrone dei cristiani mostra disprezzo per chi ha obbedito alla sua legge e preferisce il delinquente che l'ha violata. Si tratta della base psichica della superstizione che si innesta in quelle persone che o per mancanza di mezzi, o di cultura, o di condizione sociale aspirano ad uscire dalla situazione di costrizione psichica in cui sono costrette.
Il cristianesimo nasce sulla e nella superstizione. Nasce predicando la convinzione della provvidenza, nasce predicando l'imminente fine del mondo, nasce predicando una miracolistica che deriva dalla grazia del dio padrone (i re facevano i miracoli per mandato del dio padrone; quello di Francia è stato decapitato e quell'Inghilterra ha preferito rinunciare volontariamente a questa prerogativa!).
La Wicca altro non è che una manifestazione del cristianesimo popolare, come del resto l'invenzione della Vecchia Religione che gli americani attribuiscono all'Italia assieme alla Stregheria.
Superstizione elevata a credenza. Dove, nella Wicca, confluiscono i Tarocchi, l'Astrologia, elementi popolari di magia simpatica, i cristalli (presi dalla New Age), le medicine alternative come l'erboristica popolare (come se fosse un'invenzione medioevale, ma soprattutto senza chiedersi come e perché si è formata quella conoscenza visto che tale la reputano), le Rune, la magia delle Candele ecc. ecc. Il tutto per AGIRE NELL'OGGETTIVITA' RAZIONALE IN CUI VIVIAMO. I miracoli dei cristiani non avvengono per la trasformazione intima delle persona, ma fanno vincere al superenalotto, elimino le malattie inguaribili, fanno ritrovare l'amore perduto, fanno concludere l'affare ecc. ecc.
Il cristianesimo ha costruito la sua credenza sulla superstizione che esisteva nell'antichità; la Wicca sta facendo la stessa cosa, sta tentando di costruire sé stessa attraverso la superstizione. Non una religione, dunque, ma un tentativo, come il cristianesimo, di dare una struttura di credenze alla superstizione popolare. La stessa operazione che fecero chi si è inventato la Vecchia Religione o la Stregheria.
Per far comprendere l'ambiente culturale in cui si sviluppò il cristianesimo ieri e la Wicca oggi, riporto un brano dall'opera I Caratteri di Teofrasto.
Teofrasto, allievo di Platone e Aristotele nella sua opera Caratteri Morali descrive una serie di situazioni e di realtà della propria epoca e ci fa comprendere come lo scontro fra superstizione e religione fin da allora erano presenti.
I superstiziosi accorrono sempre in massa da chi afferma di vedere la madonna o da chi viene spacciato come un grande mago o una sensitiva che parla con i morti. Ogni epoca ha il suo modo di rappresentare la superstizione che tuttavia è alimentata dal bisogno dell'impotente davanti ai problemi della vita. Questo bisogno viene sfruttato da chi vuole fare massa sia che si tratti della veggente di Bill Clinton che Padre Pio all'interno dei quali la Wicca, la Stregheria e la Vecchia Religione tentano di ritagliarsi il proprio spazio.
Sempre di superstizione si tratta, comunque venga descritta.
Se volessimo descrivere la differenza fra religione e superstizione potremmo dire che mentre la prima mette l'individuo nelle condizioni di affrontare con coraggio, consapevolezza e determinazione l'oggettività in cui vive (descrivendo e presentando la stessa all'individuo), la superstizione disarma l'individuo rendendolo dipendente, succube e pauroso nei confronti dei fenomeni che dal mondo giungono a lui! Pertanto, una religione, si distingue dalla sua capacità di descrivere il mondo oltre la percezione immediata dei sensi e di fornire strumenti alle persone per affrontarlo. Pertanto, fra religioni diverse, ci si confronta e ci si scontra sul diverso modo di descrivere il mondo e sulla diversa proposta che si fanno alle persone per affrontare il mondo in particolare quello che non ricade immediatamente sotto i sensi.
Nella superstizione non si descrive il mondo, in quanto il mondo è quanto viene immaginato dal soggetto come aprioristicamente imposto ed interpretato nella sua fase infantile, non si agisce per capire il perché delle cose, non si organizza sé stessi per affrontare i fenomeni del mondo, ma a questi ci si adegua e si immagina di evocare quei fenomeni che si immagina funzionali a sé stessi e ai propri desideri.
Il cristianesimo, la wicca, la stregheria e la vecchia religione rispondono ai bisogni di superstizione degli Esseri Umani. Per questo motivo tendono a fare massa: perché la superstizione si regge nella credenza comune degli elementi che la caratterizzano. Così le masse vanno a chiedere il miracolo a Padre Pio. Solo come massa sono sufficientemente forti per imporre la loro superstizione sotto forma di fede. Come individui sono paurosi ed inadeguati quando devono giustificare il loro assurdo agire.
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Dall'opera i Caratteri di Teofrasto
Trad Luigi Torraca ed Garzanti per l'Espresso
XVI LA SUPERSTIZIONE
1 Per la verità, la superstizione parrebbe essere paura di fronte al soprannaturale; ed il superstizioso un tale che, 2 dopo essersi lavato ben bene le mani ad una fonte ed essersi tutto spruzzato di acqua da una sacra urna lustrale, si mette in bocca una foglia di lauro e così passeggia tutto il giorno. 3 E se una donnola lo sfiora correndo, egli non continua a procedere sulla sua strada, se prima non sia passato di là un altro o non abbia egli stesso gettato tre sassi oltre il ciglio della strada. 4 E qualora veda in casa un serpente, invoca Sabadio, se è un saettone; se, invece, è una serpe sacra, erige subito in quello stesso luogo un'edicola per le anime dei defunti. 5 E sulle pietre unte, che sono nei trivi, trovandosi a passarvi accanto, versa olio dall'ampollina, e se ne va soltanto dopo essere caduto ginocchioni ed averle adorate. 6 E se un topo gli ha rosicchiato un sacco pieno di farina, va dall'interprete sacro a chiedere che cosa bisogna fare; e se gli risponde che dia il sacco al cuoiaio perché lo rattoppi, non dà retta a questo responso, ma volta le spalle e va a fare un sacrificio espiatorio. 7 Ed è capace di purificare ripetutamente la casa, dicendo che con arti magiche gli hanno attirato dentro Ecate. 8 E se vi sono civette sul suo cammino, si agita tutto ed esclama: «Atena è più forte!», e solo così passa oltre. 9 Ed evita di mettere i piedi su un sepolcro e di andare ad un funerale o da una partoriente, ma dice che è suo interesse mantenersi puro da ogni contaminazione. 10 Ed il quattro ed il sette del mese ordina ai suoi domestici di far bollire il vino e poi esce a comprare ramoscelli di mirto, incenso, focaccette rituali, e rincasato si mette durante l'intera giornata ad incoronare gli Ermafroditi. 11 E se fa un sogno, va dagli oniromanti, dagli indovini, dagli auguri per chiedere a quale dio o dea debba innalzare preci. 12 E per farsi iniziare ai misteri, va ogni mese dagli Orfeotelesti con la moglie (o, se la moglie non è disponibile, con la balia) e i figlioletti. 13 E costui parrebbe essere uno di quelli che fanno accuratamente abluzioni sulla riva del mare. 14 E qualora veda incoronata di aglio una di quelle divinità che sono nei trivi, scappa via a versarsi acqua in testa e, fatte venire le sacerdotesse, le prega di purificarlo girandogli intorno con una cipolla marina o con un cagnolino. 15 E se vede un pazzo o un epilettico, rabbrividisce dalla paura e si sputa in seno.
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Meditate attentamente. Quando qualcuno vi offre una caramella: siete sicuri che sia gratis? Quale parte di voi lasciate nell'accettarla e nel mangiarla? Quale prezzo state pagando?
A cura di:
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it
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